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domenica 17 aprile 2016

LE MIE AVVENTURE - 40 giorni in India, tra studio e relax - QUINTA PARTE

LE MIE AVVENTURE 
40 giorni in India, tra studio e relax


QUINTA PARTE

Eccomi dunque, pronto a passare una settimana in libertá disperso nella realtá indiana nord-occidentale.


Il problema é stato trovare un albergo decente con wi-fi in stanza, perché in base ai commenti dei vari siti, quelli sotto ai 100 euro al giorno avevano tutti qualche problema e valutazioni pessime...ma uno a Baga (nord di Panjim) mi ispirava fiducia, quindi avevo prenotato giá qualche giorno prima per evitare di fare le cose all'ultimo minuto...
Per sicurezza, il giorno precedente al mio trasferimento, ho inviato una domanda al sito di prenotazione per avere la conferma del wi-fi nella stanza come espressamente pubblicizzato, ma mi hanno risposto che il wi-fi non c'era perché stavano facendo dei lavori sulla linea...(si si...certo!), quindi ho dovuto togliere 3 ore di studio per cercarne uno senza questo problema ed alla fine, ne ho trovato uno, frequentato da russi ( pensavo fosse garanzia di qualitá...) e per lo stesso scrupolo ho inviato la stessa richiesta per assicurarmi sul wi-fi, ma anche dopo la seconda email non ho ricevuto risposta, quindi son partito per l'hotel pieno di speranze...e di timori...

Giá al mio arrivo, l'estetica dell'hotel non era come sul sito e piú che un luogo di villeggiatura, sembrava un accampamento profughi in fuga dalla guerra...e giá lí ho intuito che non sarebbe stata una giornata facile...

In reception c'erano 3 ragazzini che penso avessero avuto al massimo 18 anni, in infradito, che ogni 2 minuti, serenamente, sputavano per terra...

All'inizio mi dissero che non c'era una prenotazione a nome mio, nonostante avessi giá pagato e solo dopo mia insistenza hanno controllato e con una telefonata l'hanno trovata, peró volevano la stampata della prenotazione, nonostante sul sito ci fosse scritto che potevo farla vedere dal cellulare, ma io non avevo stampanti, tantomeno avevo voglia di cercarne una con 3 valigie sulle spalle e la temperatura di 30 gradi centigradi...quindi il meno scorbutico dei 3 mi ha invitato sul retro dove avevano l'ufficio (una sorta di magazzino con ogni genere di schifezza e rifiuto ovunque ed un computer dell'epoca del dominio portoghese, dal quale ho potuto collegarmi al mio account per stampare la prenotazione (operazione riuscita dopo 30 minuti data la lentezza della linea).
A quel punto, consegnai la prenotazione e chiesi giá la password del wi-fi, ma sto strafottente mi disse che funzionava solo in reception e che non c'era nelle stanze...
A quel punto ho cominciato ad alterarmi, facendo ben presente che senza wi-fi non potevo lavorare (fingendo di averne bisogno per lavoro come scritto anche nell'email) e dopo la mia minaccia di lasciare l'albergo mi ha dato magicamente la password...
Ma il peggio doveva ancora venire...
Il piú giovane di loro mi portó in una stanza al quinto piano, senza ascensore e quando aprí la porta fui travolto da un'ondata di odori di ogni tipo di muffa, fungo e batterio immaginabile, tanto che mi sarebbe stato impossibile entrarci e riuscire a sopravviverci piú di 1 minuto, soprattutto con la mia asma, non avrei superato la notte di sicuro e tralascio la sporcizia...
Ho rifiutato immediatamente la stanza e tornato in reception, mi hanno fatto accompagnare in un'altra stanza al piano terra, ma la situazione era la stessa...al che avevo giá deciso di andarmene, ma su insistenza di un superiore che si trovava lí mi hanno portato in un'altra stanza, sempre al piano terra, che in effetti non puzzava allo stesso modo, ma era comunque spettrale...
Ho deciso di farmi dare le chiavi ugualmente per potermi buttare a letto (vestito, per sicurezza) e riflettere sul da farsi, ma prima di consegnarmela, ho aspettato mezz'ora perché venisse pulita e preparata.
E volete vedere com'era questa stanza pulita e preparata, migliore delle altre? (immaginate com'era prima...e com'erano le altre)
Ecco a voi la bellezza di questa stanza da 40 euro a notte:








Tempo di fare qualche ricerca on line, di trovare un albergo di livello superiore(ormai li conoscevo tutti), prenotare, fare questo breve video...che ho ripreso in mano le valigie e sono andato in reception a salutare, fregandomene di ricevere indietro i soldi perché volevo solo andarmene al piú presto in un luogo che fosse almeno vivibile.
Nel nuovo hotel pagavo 55 euro a notte in offerta invece di 110 euro, quindi non poteva essere peggio di questo...



Preso il taxi in 20 minuti ho raggiunto Anjuna, poi Vagator (dove si trova l'hotel), ancora piú a nord ed appena arrivato ho notato una cosa: gli inservienti avevano le scarpe!!
Bene, di sicuro era un buon segno, mi hanno fatto subito accomodare nella mia stanza:
era una suite molto spaziosa con letto a baldacchino, ventilatori e aria condizionata perfettamente funzionanti, tavoli, sedie, poltrone, mobili, riviste, angolo del thé con tutto l'occorrente, tv satellitare, 3 ampie vetrate, bagno spazioso ed antibagno...e tutto era pulito!!


Ok...ce l'avevo fatta, ma tempo di buttarmi a letto suona il telefono...
Era la reception che mi convocava urgentemente...

Una volta lí mi hanno detto che il pagamento era stato bloccato da parte del sito di prenotazione, quindi se avessi voluto restare avrei dovuto pagare in contanti ogni notte.
Evito di entrare nel merito del perché e del "percome"...ma ho dovuto fare cosí.
Il lato positivo della faccenda é stato che sono stati bloccati tutti e 3 i pagamenti che avevo fatto on line, anche quelli per gli altri alberghi ed i soldi mi sono stati riaccreditati sul conto. Yess!!!

La notte ho dormito come un bambino e la mattina la colazione non era ottima come quella della scuola, ma l'ambiente era molto rilassante.
Era in una terrazza al coperto che dava sulla piscina da una parte e su un boschetto dall'altra.
Per 30 euro ho noleggiato uno scooter per tutti e 5 i giorni che sarei rimasto e con macchina fotografica sulle spalle ho cominciato a girare un po' nei dintorni.

Il primo giorno sono finito iu un piccolo porto di pescatori, ma verso mezzogiorno, quindi c'erano solo poche barche e qualche uccello che ne faceva la guardia...peró era affascinante la serenitá del luogo posizionato alla foce del fiume Chapora nell'Oceano, l'assenza di infrastrutture a parte un molo, un piazzale e nessun fabbricato...



Tempo di assaporare l'aria intensa ma fresca e rilassante, qualche scatto ed ho cambiato posto...
Arrivato ad un incrocio, a sinistra continuava la strada asfaltata(si fa per dire) mentre a destra cominciava una strada di terra rossa in salita che portava ad un cancello in metallo stile "manicomio anni 50", ma al di lá c'era solo un edificio abbandonato e recintato.
Fuori dal cancello c'erano un paio di scooters e quindi ho parcheggiato anche il mio ed ho continuato la salita a piedi lungo il perimetro dell'area recintata....

e dopo qualche decina di metri mi si é aperta la visuale ed ho visto le mura di un vecchio forte abbandonato...




Con la felicitá per la scoperta e la curiositá pronta ad essere soddisfatta, ho continuato a salire, come la temperatura che ormai raggiungeva i 33 Gradi C. e da subito mi sono accorto di uno strano uccellino verde che compiva piccoli voli per poi tornare al suo ramo...quindi mi sono avvicinato...e l'ho osservato per un po' ed ho notato che aveva qualcosa in bocca, allora ho provato a fotografarlo, ma non ho fatto in tempo a mettere a fuoco...
fortunatamente, come spesso faccio, appena inquadro, scatto per non perdere il momento, poi sistemo, mi avvicino e cerco di ottenere lo scatto migliore, ma in questo caso, non ho avuto il tempo...ma é bastato per vedere che...


...in bocca aveva un'ape!
Sí, proprio un ape!
Non avendo mai visto un uccello mangiare api, quindi poi ho cercato su internet scrivendo "uccello mangia api" ed é uscito proprio il "Gruccione mangia api".
Ho letto anche che lo considerano come un flagello per l'umanitá, proprio perché, mangiando le api, che sono alla base della catena alimentare, potrebbero creare grossi problemi...


Ma secondo me...l'unico flagello per l'umanitá e non solo, é proprio l'uomo...ma non é il momento di affrontare questo discorso...andiamo avanti.

Ecco un segnale che siamo in un luogo importante...anche se ho fatto fatica a capire cosa fosse...poi ho letto il cartello...un baracchino!!
Eccolo...



Questi sono gli ambulanti che ci sono qui...anche se a quest'ora era chiuso...probabilmente piu' tardi diventerá un fornitissimo punto di ristoro:)


Dopo qualche passo mi sono accorto di un paio di acquile che si lasciavano cullare dalla corrente che andava verso il mare rimanendo quasi immobili a pochi metri da me...
Poco piú in su eccone altre due, poi ancora un'altra finché sono arrivato a contarne almeno 20.
Credo di essere stato almeno 1 ora ad osservare questi splendidi rapaci danzare sulla mia testa...



Ma eccomi all'interno del Forte attraverso una piccola, ma emozionante porta ad arco...



Un altro uccello rapí il mio sguardo...
Era tutto nero, fermo sopra le mura di cinta affianco all'entrata, quasi come una sentinella, che guardava l'orizzonte per avvistare le persone che arrivavano e quando mi avvicinavo scompariva dietro la muraglia per poi ricomparire qualche metro piú in lá, come se avesse paura, ma non potesse abbandonare la postazione...é stato divertente:)



Lí ho incontrato un fotografo portoghese che mi ha svelato il nome del luogo: Chapora Fort (dal nome del fiume), costruito attorno al 1600 dai portoghesi.
Era un cerchio enorme di circa 200 metri di diametro ed all'interno non c'era nulla a parte una sorta di piedistallo nel mezzo, che non ho capito cosa fosse, forse era dove andava issato il vessillo.
L'interno delle mura era un piano sconnesso fatto di terra ricoperta da sterpaglie ed enormi rocce nere, presumibilmente era la naturale conformazione della collina.


Ho cominciato a seguire il perimetro delle mura in senso antiorario partendo dall'ingresso principale a volta che dava sull'entroterra ed il bello di questa lenta passeggiata é stato il vedere, ad ogni passo, un diverso paesaggio, diversi incontri e diverse emozioni.
Pochi passi e mi sono trovato di fronte all'albero "delle aquile".

Ci saranno state almeno 15 aquile, ma appena me ne sono accorto, loro hanno fatto lo stesso e sono volate via...


Poco dopo ho incontrato il fotografo portoghese, che mi ha raccontato un po' di storia del Forte e mi ha detto che ce ne doveva essere stato un'altro, un po' piú in basso nella parte verso l'oceano...quindi piú avanti lo scopriró...
Nel frattempo mi si é avvicinato un cane, il "guardiano del forte", uno dei tanti randagi che si vedono normalmente lungo le strade, ma questo é stato l'unico a scegliere di salire la collina per vivere in questo posto meraviglioso.



Qualche carezza, un biscotto che avevo nello zaino e mi ha fatto compagnia, quasi da guida, per un pó, mostrandomi anche un sentiero per uscire dal Forte, ma che portava in zone non percorribili...
Proseguendo, ho cominciato a notare che tra le sterpaglie, un po' di vita c'era, quindi mi sono messo a scrutare a caccia di qualche insetto interessante da fotografare, tra farfalle, ragnetti e libellule e mi é capitato di vedere un'ape bianca,gialla e verde...molto strana, ma appena ho provato a fotografarla se ne é andata, quindi mi é rimasto solo un ricordo sfocato...


Tante le farfalle di tutti i colori, ma si posavano difficilmente dato l'enorme caldo e nessuna ombra.



La quete e la bellezza del luogo era una romantica location per le coppiette innamorate, infatti ogni tanto ne trovavo qualcuna infrattata dietro alle mura o in qualche punto suggestivo..provocandomi il solito desiderio mai soddisfatto di vivere quelle emozioni con qualcuno da amare...

Ma eccomi dalla parte opposta.
C'é una porticina stretta dal lato della collina che porta al mare..e dall'interno si vede una splendida visuale, una stradina sterrata di circa 300 metri che giunge al punto piú vicino all'incrocio tra il fiume e l'oceano...
Mi avvicino alla porticina per uscire e cominciare a scendere e sará stato lo sforzo tra salita e camminata, i miei problemi di colite o il fatto che non ci fosse nessuno nei paraggi, ma mi sono lasciato andare ad un "Do di retto" liberatorio e sgonfiante, quindi ho fatto un passo per attraversare la porticina e...li' dietro c'era l'ennesima coppia di fidanzati...che spero fossero troppo presi a scambiarsi effusioni, perché non ho avuto neanche il coraggio di guardarli eheh...
E vabbé, allegriaaaaa

Ho cominciato la discesa sempre guardandomi bene attorno perché non c'era nessuno attorno ed il tipo di terreno sembrava ideale per i serpenti e non avrei mai voluto pestarne qualcuno...

Il caldo era potente, ma l'arietta che tirava non faceva neanche sudare.
Arrivato sul punto piú estremo, dove avrebbe dovuto essere il fortino piú piccolo, c'era solo una roccia ed un altro piedistallo. Probabilmente, se c'era stato un fortino é stato distrutto.
Di sicuro, da lí, la vista era mozzafiato.
Alle spalle la collina con le mura del forte, a destra la foce del fiume che entrava nell'oceano e si notavano le increspature dello scontro delle due correnti ed a sinistra la lunga e popolata spiaggia che si estendeva verso Sud, il tutto nel solo rumore del vento che si alternava da orecchio ad orecchio a seconda del mio sguardo.



Quando ad un certo punto...ho sentito un rumore sinistro provenire dalla fitta vegetazione appena sotto di me, quindi ho smesso di respirare per concentrarmi aprendo bene le orecchie e dopo qualche secondo...uno, due...tre grugniti...penso di cinghiale o comunque qualcosa di simile...ma ero abbastanza tranquillo perché io ero qualche metro al di sopra, protetto dalle rocce...ma ho voluto seguire il rumore per la mia solita curiositá esplorativa e sembrava che si avvicinasse sempre di piú...finché mi sono accorto di un sentiero che usciva proprio dalle sterpaglie dalle quali proveniva...
Mi son sentito spacciato...se fosse uscito un cinghiale...ero da solo a 300 metri di salita per arrivare all'interno del Forte, quindi ho cominciato immediatamente a camminare molto rapidamente continuando, con la coda dell'occhio, a puntare quei cespugli col timore che potesse uscire qualcosa di piu' veloce ed aggressivo di me...ma per fortuna é andata bene :)

Tornato in cima alla collina avevo finito le riserve d'acqua e quasi come un dono dal cielo, ecco comparire un ambulante che vendeva bibite fresche.
Non pensate ad un "piadinaro" o ad un camioncino, ma era solamente un uomo, sulla cinquantina, sandali pantaloni sgualciti e camicia aperta con un frigo da campeggio in spalla che vendeva monodosi di acqua, coca-cola, aranciata e succo al mango all'equivalente di 50 centesimi di euro.
Ovviamente mi son preso il succo al Mango che ho scoperto in India ed é diventata la mia bevanda preferita.



Iniziato il ritorno ho ritrovato "il guardiano" del Forte che riposava all'ombra delle mura dato che erano ormai le 14:30, non girava piú aria e la temperatura era diventata insopportabile e pensando al fatto che non avesse un padrone, gli ho lasciato parte del mio succo che ha decisamente gradito prima di riporre la testa a terra.

Non avevo pensato al fatto che fosse il mio primo sole e che fossero state le ore piú calde della giornata, senza berretto o protezione solare, ma ormai mi ero bruciacchiato per bene e lo sentivo, quindi son tornato in albergo a fare la doccia prima di cospargermi di crema dopo sole.

Cena in camera, tv indiana e un occhio alle foto della giornata poi in bagno a lavarmi i denti ed ad un certo punto, attraverso lo specchio ho notato qualcosa sul soffitto sopra la mia testa, mi sono girato immediatamente e c'era un grosso ragno nero che mi osservava...
Ho provato ad avvicinarmi ed in un istante si é alzato sulle zampe ed ha percorso tutto il soffitto ad una velocitá assurda, mai visto una cosa del genere, sembrava una macchinina della pista che avevo da bambino...facevo fatica a seguirlo con gli occhi, poi assumeva una posizione strana, sembrava quasi che saltasse anche se era a testa in giú e non mi ha per nulla rasserenato.
Non volevo ammazzarlo perché non riesco a togliere la vita ad un essere vivente, volontariamente, allora ho cercato di disarmarlo buttandogli addosso dell'acqua, ma era talmente veloce che dopo aver inondato il bagno, si é nascosto in una fessura nell'intercapedine della porta e l'ho perso di vista...
Ho chiuso la porta dell'antibagno, ma quella notte ho avuto difficoltá a dormire temendo la vendetta del ragno saltellante...

.....continua...
JANY F. GIOVANNINETTI

Personal Facebook: Jany Federico Giovanninetti Portfolio: Jany F. Giovanninetti

FINE QUINTA PARTE

mercoledì 16 marzo 2016

LE MIE AVVENTURE - 40 giorni in India, tra studio e relax (SECONDA PARTE)

LE MIE AVVENTURE
40 giorni in India, tra studio e relax

(SECONDA PARTE)




Eccomi dunque, dopo 24 ore di viaggio, a Goa in auto con l'autista ed altri due studenti prelevati in aereoporto.

Non nascondo che nel breve tragitto che dall'aeroporto di Vasco Da Gama, risalendo il fiume Zuari, fino all'appartamento in cui ho alloggiato a Caranzalem, nell'area di Panjim (la capitale), mi sono chiesto piú volte:"chi me l'ha fatto fare?"...

Osservando dal finestrino, quello che si mostrava ai miei occhi era un paesaggio quasi post atomico...desolazione, rifiuti ovunque, rottami di navi arrugginite abbandonate, capanne di metallo, insomma sembrava di essere all'interno di Resident Evil...anche perché la rara gente che vedevo lungo la strada, indossava stracci sporchi, era scalza, aveva una camminata lenta ed uno sguardo fisso, sperduto, proprio come gli zombie del gioco...ma questa era la realtá...quindi, sicuramente non mangiavano gli umani e probabilmente nemmeno altro...chissá da quanto..
Comunque, ho voluto estraniarmi da questo pensiero e presto l'ho sostituito con l'eccitazione e la curiositá rispetto a ció che avrei trovato in questa esperienza che stava cominciando.

Al mio arrivo all'appartamento verso le 14:00 ora locale(avanti di 4h e 30m rispetto all'Italia), dopo aver felicemente constatato che non dovevo alloggiare in una baraccopoli e che la mia stanza non era per niente male, mi sono rilassato, giustamente, perché l'indomani, cominciava subito la prima lezione del mio corso.


In appartamento la cena era fissata alle ore 19:00 e si faceva nel soggiorno dell'alloggio al piano superiore, dove c'erano 3 addetti alle esigenze degli studenti (non uso la parola "cuochi" perché non facevano solo quello) che ci preparavano pasti prettamente indiani.

Ed ecco il momento di confrontarmi con uno dei miei "limiti"...
Io non mangio né frutta né verdura dalla nascita (devo aver subito un trauma da piccolo...tipo un incidente con un camion di ortaggi) e per questo si spiegano molte delle mie magagne...tra le quali gastrite cronica, ernia jatale ed una brutta colite che mi portavo giá da casa...ma in India...é risaputo, la vacca é sacra e la popolazione é per gran parte vegetariana...quindi...aiuto!
Ma...cosa vedono i miei occhi?
Pollo, pollo, tanto pollo!! Bene...Sono salvo!
Il riso, il pane (naan) ed il pollo erano immancabili...quindi il problema cibo poteva ritenersi risolto, se non fosse per il fatto che i nostri amici indiani avessero un concetto di "piccante" equivalente a "necessario", quindi ogni volta dovevo ripulire il pollo dal condimento per non rischiare che la bocca si ustionasse e l'intestino mi si perforasse...

La prima lingua ufficiale in India é l'Hindi, ma fortunatamente l'inglese é considerata la seconda e comunicare con i locals non é stato troppo difficile, a parte che 2 tuttofare su 3, le uniche parole che sapevano pronunciare erano: "Good Morning Sir", "Good evening Sir", "want chicken?" e "want eggs?", mentre l'altro, Sanjay (che era il referente dell'azienda e responsabile degli ospiti) parlava un buon inglese ed é stato sempre molto disponibile ed efficente nell'aiutare noi studenti in molte occasioni e lo ringrazio per tutto.



A cena ho conosciuto gli altri studenti che in quei giorni stavano svolgendo altri corsi, sempre nella stessa azienda:
-Joel, circa 50enne olandese, che avevo giá incontrato in aereo da Mumbai a Goa, dato che casualmente era seduto a mio fianco e mi sono accorto che anche lui era lí per studiare nello stesso posto quando l'autista ci ha prelevati entrambi dall'aeroporto, oltre che per incontrare la sua compagna che invece ne approfittava per farsi una vacanza.
-Nashwa, egiziana sui 45 anni, che ogni volta che la guardavo...mi ricordava Topo Gigio (mai visto due guance cosí rotonde eheh)
-Abdul (mi pare che si chiamasse cosí) ed il suo amico, entrambi da Abu Dhabi, che lavoravano per una societá governativa, ma avevano l'aria molto misteriosa anche perché non parlavano mai in inglese tra di loro, solo in arabo...
-Poi Leticia (Letty), americana con gli occhi a mandorla, molto carina, sposata, ma non ho mai capito la sua etá...Io non le davo certo piú di 35 anni, ma a quanto pare ne aveva piú di 40...dato che aveva una figlia di 22 anni...anche se non ne son tutt'ora convinto.
Poi in un mese di permanenza si sono alternati altri studenti come:
-Colin dall'Olanda 40enne che non ho ben capito se fosse lí per studiare o per andare ai mega parties in spiaggia, che in quel periodo(molto turistico) abbondavano...
-Donald dal Galles, 40enne allegro e giovanile
-Colin dal Galles, tra i 50 ed i 60, gran pokerista ed ex pugile...
-un'altro 45enne dall'Australia di cui non ricordo il nome
-una coppia di sposini afgani con lui lí per studio e lei per accompagnarlo

                                               (Colin Galles - Autista - Sanjay)

Dopo cena, ognuno nel suo mini appartamento, quindi ho acceso la tv, per rilassarmi un pó e per vedere cosa offre...
Beh...diciamo che dopo qualche giorno di curiositá, se l'accendevo era solo per sintonizzarmi sulle reti di news o musicali, per scoprire la musica locale e vedere un pó chi fossero gli idoli indiani...:)
Troppo ridere quando facevano vedere i videos anni 80...o i vecchi films...
Per il resto erano films e sit-com indiane, che non ci capivo una mazza, ma ce n'era una che mandavano a tutte le ore...e capitava che mi impalassi a guardarla...
Difficile pure da spiegare, effetti sonori ad ogni parola, facce strabuffe e personaggi demenzialissimi...mai visto niente di simile...ma era a suo modo divertente...


(giusto un assaggio)


Dopo un giorno e mezzo sveglio, non mi ci é voluto molto per addormentarmi...
La sveglia ogni giorno era puntata alle 7, ma non ce n'era bisogno perché alle 6 i numerosi corvi cominciavano a starnazzare, alle 6:30 c'era un tipo che suonava una trombetta fastidiosissima (il classico "popi-popi"), poi ho scoperto che era quello del pane...e se non bastasse, il risveglio era assicurato quando sentivo sempre la solita persona (che non ho mai capito chi fosse) avere i conati di vomito per poi sputare sonoramente (penso il fegato), da qualche parte...
Dicono che sia un rito che in molti fanno, come per purificarsi...comunque mai sentito nulla di simile...

Alzato dal letto, ogni giorno aprivo le tende per far entrare luce e c'erano sempre animali diversi, mucche, gatti, il kingfisher (un uccello azzurro simpaticissimo), aironi, aquile, cani uccelli blu, uccellini neri, uno giallo, ecc...



Ma i piú simpatici erano una famiglia di corvi, che aspettavano sempre che gli lanciassi le patatine o i crackers per litigarseli, poi c'erano due cuccioli grandicelli (erano grandi come gli altri) che pedinavano i genitori e piangevano per farsi imboccare...(bambaccioni!!)



Ma tornando al primo giorno...
Colazione alle 8, non mi sono ancora ripreso del tutto, ma l'entusiasmo e la necessitá di capire come funzionavano le cose...mi hanno dato una mano.

Ore 8:45 tutti "in the cab" direzione istituto.

Dalla macchina i miei occhi erano puntati all'esterno, mi guardavo intorno come un marziano sbarcato sulla terra, per cercare di cogliere piú informazioni possibili e le immagini che mi passavano davanti non erano proprio quelle che avrei sperato...
Siamo nella periferia di Panjim, guardo le abitazioni, fatiscenti, i panni lavati che sembravano ancora sporchi stesi sui tetti di lamiera, coperti da teli in nylon fermati con dei mattoni, immondizia e cani randagi addormentati ai lati delle strade...
Poi passiamo sul lungomare, attraverso una stradina stretta con bambini scalzi che giocano sulla strada..
Siamo solo ad un paio di km dalla cittá e posso vedere la spiaggia immensa e deserta, attraverso le palme e gli altri alberi che ne coprono la vista, ma ci andró piú tardi...
Il traffico si fa piú intenso e subito mi rendo conto che il clacson lo usano compulsivamente, ogni volta che due veicoli si incrociano o si avvicinano (esasperante se non se ne capisce il senso)...
Praticamente, nelle strade indiane, non ci sono regole, a parte la guida con senso di marcia a sinistra, il resto segue le regole del:"nessuno ha la precedenza, finché non se la prende" e "se c'é un buco mi ci infilo" quindi qui il clacson é fondamentale per informare tutti che si é nei paraggi, ma la gente non é innervosita dal continuo strombazzare, a parte in alcune occasioni in cui il clacson diventava un suono interminabile al quale facevano seguito strane parole, ma sempre sorridenti...:))

La scuola é un doppio palazzo unito da corridoi nella parte posteriore, per salire al quarto piano dovevo scegliere le scale o l'ascensore.
L'ascensore, 1m x 1m senza protezione, col muro che ti scorre davanti, ma é stata un'opzione che ho scelto solo il primo giorno, sia perché non c'era molto da fidarsi, sia perché all'interno non si respirava e sia perché mi precludevo l'unico movimento che potevo fare durante il giorno, quindi solitamente preferivo le scale...


Ora, ok, facciamo pure sport, ma l'odore é nauseante, saranno forse le esalazioni degli sputi rossi che tappezzano i muri, al punto che la prima impressione é stata che avessero commesso svariati omicidi in quelle scale...
Perché gli sputi fossero rossi, non saprei, forse a causa della pietra rossa che usano qui...che si trova in forma polverosa ovunque, anche nell'aria...


Arrivo e la mia aula é la N. 17 (ovviamente), il mio insegnante é un locale Hubert, circa 30 anni, al quale daró molto filo da torcere, tra il mio pessimo inglese e la mia ignoranza nel campo dell'IT.

Fortunatamente e stranamente, riuscivo a capire bene tutto quello che diceva, peccato che 6 kg di libri gentilmente forniti, mi abbiano fatto subito capire che 1 mese, era un tempo relativamente corto per preparare 4 esami, ma ero lí apposta, quindi non c'era scampo, dovevo almeno provarci...

(questi sono solo la metá dei libri )

(la mia postazione)

Il pranzo si ordinava stando in classe e ce lo consegnavano alle 13:00...
C'era una vasta gamma di pollo in tutte le salse, ma non sapendo mai come fosse, li ho dovuti provare tutti, prima di capire...che non ce n'erano di non piccanti...
In alternativa c'erano menú vegani, esclusi a priori oppure cinese e giapponese che una porzione di riso o spaghetti poteva bastare per una settimana...
C'era pure il menú italiano con Spaghetti alla Carbolara, lasagne alla Bologesa e penne all'Arabiada (provate tutte...qualcosa di appena appena commestibile...)

E cosí ogni giorno, si finiva alle 17 e ci riportavano all'appartamento, dove mi rilassavo un pó osservando e fotografando le bestioline dal balcone, prima di fare una doccia, studiare una mezz'oretta ed andare a cena.

Dopo cena dalle 2 alle 4 ore di studio le dovevo fare, ma i primi giorni, mi addormentavo subito...e mi svegliavo alle 1 o 2 di notte...quindi studiavo fino alle 4 o alle 5 per recuperare, poi alle 7 si ricominciava...

Non é stata una passeggiata e per un mese la mia vita era questa: appartamento, scuola, appartamento e di India non ho visto mai nulla.

FINE SECONDA PARTE

CONTINUA...

Federico Jany Giovanninetti
                                               Personal Facebook: Jany Federico Giovanninetti
                                                               Portfolio: Jany F. Giovanninetti

martedì 15 marzo 2016

LE MIE AVVENTURE - 40 giorni in India, tra studio e relax (PRIMA PARTE)

                                                                  40 GIORNI IN INDIA
                                                                        tra studio e relax.

                                                                       (PRIMA PARTE)



1 febbraio 2016
Da qualche giorno sono in Italia e la gente che incontro mi chiede di raccontargli della mia esperienza indiana, ma non é qualcosa da poter raccontare per strada, in mezzo al caos della nebbiosa movida rodigina...quindi ecco quello che ho vissuto, in un riassunto di emozioni assorbite in questo caldo periodo invernale in Asia.

Comincio col riportare uno post che ho pubblicato qualche giorno prima di partire, per comprendere lo stato d'animo nel quale mi trovavo:

14 dic 2016, Rovigo, Italia
facebook: "-5 to India...fisicamente sto di cacca e sono preoccupatissimo, senza contare che lá tra Malaria, dissenteria e varie epatiti saró come un coniglio zoppo nella gabbia dei giaguari hehehe...ma sono convinto...e lo devo fare perché chi si ferma é perduto.
Impegno, rischio, tenacia e coraggio...in valigia....
...inseguendo la vita."

Ma perché l'India?
Ci sono andato per fare un corso di Network Engineering e cercare di prendere qualche certificazione utile per poter poi trovare un lavoro nel settore...dato che qualche mese prima avevo deciso di cambiare vita lasciando un negozio di snowboard, skate e streetwear che avevo creato e gestito per 10 anni, ma grazie alle scelte azzardate fatte nel momento sbagliato, mancanze, errori nell'amministrazione (che non facevo io) e dello stato italiano, negli ultimi 2 anni ero costretto a pagare per mantenerlo invece che rendermi uno stipendio (cosa non piú accettabile per un 35enne costantemente in attesa di cominciare a vivere), quindi ero andato in inghilterra dove ho lavorato nel settore dell'Information Technology per alcuni mesi, anche se non sapevo nulla sulla materia e l'inglese era nonostante questo, son riuscito a cavarmela molto bene, ma avevo bisogno di imparare almeno le basi, per trovare lavori in futuro.

In India, c'é una struttura specializzata
che ti prepara intensivamente e ti consente di dare esami che in italia necessitano dai 6 ai 9 mesi di preparazione, mentre lá basta un mese, con un toutor personale.
L'investimento é stato quasi un anno di uno stipendio italiano medio, ma lavorando fuori dall'Italia (come ho giá provato per una stagione)..in pochi mesi si recuperano.
Potevo scegliere diverse locations, tra le quali: Delhi, Bangalore, Shimla, Goa, Dehradun oppure Dubai, ma escludendo quest'ultima che costava molto di piú, Delhi in cui l'aria e' irrespirabile, Shimla sperduta nei pressi dell'Himalaya e le altre che non avevo mai sentito...ho preferito Goa per il luogo rinomato anche a livello turistico, grazie alle lunghe spiagge ed alle incursioni degli hippies negli anni '60...anche per il clima, costantemente sui 32 gradi C, ideale anche per la mia asma.

              GOA su Wikipedia


19 Dicembre 2016 - IL VIAGGIO
Per entrare pienamente in questa esperienza é utile cominciare dalla lunga rotta di avvicinamento a Goa, durata circa 24 ore...che ho giá condiviso qualche giorno dopo il mio arrivo e la potete trovare qui, con qualche foto:
https://janyfgiovanninetti.blogspot.it/2015/12/racconti-ind-jany-in-viaggio-verso-goa.html

FINE PRIMA PARTE...CONTINUA...

Federico Jany Giovanninetti
                                               Personal Facebook: Jany Federico Giovanninetti
                                                               Portfolio: Jany F. Giovanninetti

mercoledì 30 dicembre 2015

RACCONTI IND-JANY: IL MIO GIORNO NATALE

RACCONTI IND-JANY

IL MIO GIORNO DI NATALE


25 Dicembre 2015,
Non é nemmeno una settimana che sono qui, in India, a fare il mio corso di network engineering, ma mai come ora ho avuto bisogno di una giornata di riposo...dopo aver fatto un viaggio estenuante ed aver subito cominciato a frequentare 8 ore di lezione al giorno, con altre 3 ore di studio, necessarie per ripassare quello che mi era stato spiegato in classe, che sistematicamente facevo tra le 2 e le 5 di mattina, tra jet lag e scombussolamento generale, per poi ricominciare di nuovo con la sveglia alle 7, ma la curiositá di capire, effettivamente, dove sono e cosa mi circonda ha prevalso al richiamo dello Jany pigro e costantemente stanco...

Quindi ho preso la macchina fotografica e mi sono incamminato, senza sapere bene dove andare...

Ho chiesto informazioni alla gente del posto su dove fosse un bancomat per avere almeno del cash in caso di bisogno e la direzione per la spiaggia, per avere un punto di riferimento, tanto qui quasi tutti sanno parlare l'inglese e capisco come, da questo punto di vista, siano piú preparati qui, che in Italia...

Passo davanti ad una specie di capitello, una piccola rappresentazione del presepe, con l'uomo del tonno Rio Mare, ripescato da una nave americana dopo il naufragio, che fa da guardia...


...e questa sacralitá mi fa ricordare di aver visto on line una bella chiesa, particolare, tutta bianca, con grandi scalinate, spesso mostrata come simbolo della cittá, Panjim, che mi ospita e decido di entrare in un albergo a chiedere un taxi...

Il tassista arriva con comodo...la cifra giá decisa dall'albergatore (poco meno di 5 euro) per fare 9 km, mi va piú che benone...anche se, da quello che mi dicono, pare sia la tariffa da turista imbranato, quale sono, ma non essendo uno che pesa troppo il denaro, specialmente se mi trovo in realtá di questo tipo...son salito e...

...in effetti, non era un taxi come quelli che girano qui, i classici tuc tuc gialli e neri che ronzano dappertutto(penso che la Piaggio abbia pensato proprio a questi per chiamarla Ape...), ma una Suzuki, utilitaria, comoda rispetto lo standard...ed alla guida c'era Roberto Vecchioni indiano, col riporto che svolazzava per l'aria che arrivava dal finestrino e una mano a dir poco interessante:
-un anello d'oro che confermava la mia teoria sulla tariffa anomala per la zona
-un unghia seghettata come se contasse i giorni della settimana intagliandola
- e dei peli sul braccio cosí bianchi da pensare che il riporto fosse tinto...



Comunque, si sono italiano, pizza, spaghetti, mandolino...é stato un piacere e grazie del passaggio:)

Smonto...
33°C, luce del sole che si mescola alla polvere rossa di laterite che si accumula ai lati delle strade, sui muri delle case, sulle piante, sulle vacche e sui cani che circolano ovunque, una leggera brezza che arriva dal grande fiume Mandovi, ma non abbastanza per evitare che l'umiditá si fermi sulla pelle, lasciando un velo polveroso, che come un fondo tinta naturale, mi fa pensare ai pellerossa e sentire un po' indiano...

Nulla mi fa sentire il Natale, dove sono il freddo, la neve, il ghiaccio, gli alberi di Natale, le luci colorate???
Casomai...ferragosto!

C'é pure il marito di Mary Poppins che si protegge dal sole prima di spiccare il volo...


Poi, dal nulla, vedo spuntare...


uno scooter con 4 persone a bordo...indossano tutte il berretto di Santa Claus...ed improvvisamente...comincio a notarne tanti altri, nelle auto, per la strada, in giro per la cittá...e tantissime stelle colorate, non luminose, ma di cartone o di plastica, bianca o brillantinose appese davanti alle case, ai negozi, ai palazzi...e capisco che qui, il Natale non é la festa del consumismo, ma un momento per essere piú allegri e soprattutto, una festa religiosa, che essendo Goa quasi per metá cristiana, si trasferisce nelle case, nelle famiglie, nei luoghi di lavoro...tanto che anche nell'azienda in cui faccio il corso, nel pomeriggio di ieri, ci hanno riservato un'ora di giochi, festeggiamenti con canzoni di Natale e dolci in un clima molto semplice, ma pieno di partecipazione e serena allegria :)

Tornando a me...dov'é la chiesa?
Beh, bastava girarmi, era dietro di me, maestosa e di un bianco che si faceva quasi fatica a guardare...
Immediatamente faccio qualche scatto...







Poi si affianca un ragazzo indiano, che tranquillamente comincia un dialogo come se avessimo appena pranzato insieme...e mi chiede come sto, di dove sono e le solite cose poi mi presenta i suoi 7 amici...tutti qui in vacanza per una settimana, da Delhi, per seguire i numerosi eventi di musica elettronica, in spiaggia o comunque all'aperto...che in questo periodo attirano gente da ogni parte del mondo...e che io posso solo sentire dalla terrazza della mia camera...
Quattro parole tutti insieme poi ognuno per la sua strada...ma queste cose, cosí semplici e spontane non capitano mai dalle nostre parti...

Cosí comincio a camminare verso l'incrocio delle vie principali ed eccola qui: "18th June Road"
Ebbene sí, sono appena arrivato...e giá mi hanno dedicato una via con la data del mio compleanno...yeeee!!


A parte gli scherzi....o almeno (Bonaparte...)...il 18 Giugno di esattamente 200 anni fa, Napoleone perdeva la famosissima battaglia di Waterloo...ma non é nemmeno dedicata a questo evento...
In quella data, nel 1946 Ram Manohar Lohia (un politico del tempo, leader del movimento per l'indipendenza dell'India) ha condotto un'agitazione contro il dominio portoghese a favore dell'autonomia dell'India e per questo gli é stata dedicata questa via...

Ok, dopo questi brevi cenni di storia...mi inoltro nella cittá e non ho piú quella forte sensazione di povertá che respiravo in periferia, ma nemmeno quella di essere in una cittá evoluta...peró la cittá e viva.
Il traffico intenso, rumoroso e fastidioso con un clacson ogni secondo, regole poche, palazzi inguardabili dalla sporcizia che li avvolge, ma immezzo al degrado, comunque, spuntano decine di cartelli giganti che ricoprono le pareti dei palazzi, con i nomi delle piú famose multinazionali e delle grosse aziende indiane e locali ed anche se non vedo molti negozi che si affacciano sulla strada é chiaro che da qualche parte devono essere e c'é una parte della popolazione che sta meglio rispetto alla maggioranza...



Ma questi sono palazzi molto diversi da quelli che si vedono pochi metri piú in lá...



Colpiscono i tanti colori vivaci che risaltano nello sfondo grigio e fatiscente, quasi a voler esprimere l'anima della popolazione locale, che si mostra timida, ma sempre con un grande sorriso negli occhi...






Ho sete, mi fermo in un baldacchino e mi faccio dare un succo al mango (che qui, e' quello che va per la maggiore..) pago l'equivalente di 1 euro e mentre lo sorseggio, leggo la data di scadenza 9/2015. Ok...dai...ci sta...qui é normale.

Mi sposto nella zona del fiume...o come la chiamano qui "delle navi", perché ci sono alcune navi parecchio datate, ma esteticamente molto gradevoli ed una di queste ha la funzione di Casinó...quindi, prima o poi, ci capiteró:)

Bene, ho fame, cerco un posto che dia almeno la parvenza di essere un pó piú pulito degli altri ed in lontananza vedo un gatto...e mentre scatto con la mia macchina, provo ad avvicinarmi, ma sento qualcuno che pare ce l'abbia con me, distolgo lo sguardo e vedo che un militare, con tanto di mitragliatore, mi fa segno di non fotografare...
A quel punto penso di aver infranto qualche regola...
Non si sa mai in sti posti...in cui le vacche girano per strada ed hanno la precedenza(per distinguerle da quelle che girano da noi)...ma volevo capire...allora mi sono avvicinato al militare e ne é saltato fuori subito un altro, al che, mostro le mie intenzioni non bellicose e chiedo il motivo del divieto, se fosse per l'area militare o se ci fosse una regola che vietasse di fotografare i gatti...o qualcosa del genere...ma sta volta, il personaggio non sapeva mezza parola di inglese...a parte "no"...
A sto punto rinuncio, ma gli faccio il segno che ho fame, provo a dirgli "chicken" e stavolta, vuoi perché fosse l'unica parola in inglese che conosceva o perché, casualmente, lí dietro c'erá "la casa del pollo"(non ricordo il nome), mi ha indicato gentilmente la direzione.

4 ali di pollo rosse, ricoperte di peperoncino o qualcosa di simile...cosí piccanti che uscito di lí ho pensato di avere la febbre...ma ok, abbiamo mangiato.

Sono le 14:00...decido quindi di incamminarmi lentamente lungo il fiume, diretto verso casa, essendo a 9 km di distanza e sapendo che avrei "perso" molto tempo a fare foto qui e lá...

Subito un telefono del 15/18 mi fa venire voglia di chiamare un numero a caso...e fare un pernacchio...

o magari chiamo questo ristorante e prenoto per 20...e poi non ci vado :)

Poi mi imbatto in una scena del genere: Il tipo del bus piú avanti, che scende e prende di peso uno che stava salendo nell'autobus dietro...
Diciamo che le opere di persuasione, da queste parti...non sono prese alla leggera :)

Un bimbo, su un autobus che passa, che si guarda attorno, fuori dal finestrino, per il caldo che dentro agli autobus, ovviamente senza aria condizionata...si fa insopportabile...e come la vita...
chissá dove lo porterá...

altri bambini...che invece...non sanno dove andare, se non seduti su un muretto...in un parco, che da tutta l'idea di non essere pulito...

Altro mezzo di trasporto....il traghetto...da prendere al volo...senza tanti sistemi di sicurezza...



E qualcuno pensa, seduto sul bordo di un ponte...alla propria vita, ai propri problemi, alla propria famiglia, che probabilmente non ha...

La bellezza degli alberi che avvolgono il viale esterno della cittá, alberi che sembrano aprirsi come mani giganti che escono dal terreno...per sostenere la fauna volante del luogo...


 ed una coppia di indiani, di ritorno da un viaggio in Texas....

E qui, sul lungomare non é difficile trovare gente che si riposa all'ombra degli alberi, nelle aiuole per i piú fortunati e sui marciapiedi per quelli che gridano silenziosamente la loro disperazione...




Sono immagini che lasciano il segno, come quelle famiglie di operai, donne e bambini, con gli abiti, sempre quelli, intrisi di fatica, che danno proprio l'idea di schiavitú rendendo quasi reale l'immagine delle catene che li obbligano in quella situazione...







Lascio la strada e mi inoltro in un parco che la divide dalla spiaggia, Children's park é il nome ed in effetti ci sono un sacco di bambini e famiglie che passeggiano o che passano qui la giornata, all'ombra di alberi alti e maestosi, con la compagnia dei soliti cani randagi (che sembra appartengano ad un'unica razza..dato che sono tutti uguali...) i numerosi corvi, uccelli comuni e scoiattoli che si accoppiano...









Ma...mentre seguo tra le fronde, uno di questi piccoli "scopattoli", con il mio 300mm, noto degli strani movimenti...
Mi fermo, osservo meglio...e...cavolo!!! Ci sono i Mega Pipistrelli dei films!!! I veri vampiri!!!
Ma allora esistono!!!




Uno spettacolo poi vederli combattere a colpi di quelle punte che hanno alle estremitá delle ali, che somigliano a baionette...
Rimango incantato per una buona mezz'ora prima di cedere alla tentazione di un gelato...non curante degli avvertimenti ricevuti da chiunque, rispetto lo street food e soprattutto ai gelati artigianali...ma...ok...se li mangiano gli altri...

Arrivo sulla spiaggia...il mio amico che saluta il sole c'é sempre...e pure lo sciame di uccellini che giocano con le onde...godendosi il tramonto...

Sono quasi arrivato, mi basta salire in strada, poche decine di metri e rientro...
ma c'é ancora spazio per l'ultima sorpresa...che mi ha colto impreparato...e per questo ho dovuto esagerare col contrasto...
ma anche se la qualitá della foto...non rende.....voglio condividerla lo stesso...



..un Natale cosí....non si scorda.

JANY F. GIOVANNINETTI

Personal Facebook: Jany Federico Giovanninetti