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domenica 17 aprile 2016

LE MIE AVVENTURE - 40 giorni in India, tra studio e relax - QUINTA PARTE

LE MIE AVVENTURE 
40 giorni in India, tra studio e relax


QUINTA PARTE

Eccomi dunque, pronto a passare una settimana in libertá disperso nella realtá indiana nord-occidentale.


Il problema é stato trovare un albergo decente con wi-fi in stanza, perché in base ai commenti dei vari siti, quelli sotto ai 100 euro al giorno avevano tutti qualche problema e valutazioni pessime...ma uno a Baga (nord di Panjim) mi ispirava fiducia, quindi avevo prenotato giá qualche giorno prima per evitare di fare le cose all'ultimo minuto...
Per sicurezza, il giorno precedente al mio trasferimento, ho inviato una domanda al sito di prenotazione per avere la conferma del wi-fi nella stanza come espressamente pubblicizzato, ma mi hanno risposto che il wi-fi non c'era perché stavano facendo dei lavori sulla linea...(si si...certo!), quindi ho dovuto togliere 3 ore di studio per cercarne uno senza questo problema ed alla fine, ne ho trovato uno, frequentato da russi ( pensavo fosse garanzia di qualitá...) e per lo stesso scrupolo ho inviato la stessa richiesta per assicurarmi sul wi-fi, ma anche dopo la seconda email non ho ricevuto risposta, quindi son partito per l'hotel pieno di speranze...e di timori...

Giá al mio arrivo, l'estetica dell'hotel non era come sul sito e piú che un luogo di villeggiatura, sembrava un accampamento profughi in fuga dalla guerra...e giá lí ho intuito che non sarebbe stata una giornata facile...

In reception c'erano 3 ragazzini che penso avessero avuto al massimo 18 anni, in infradito, che ogni 2 minuti, serenamente, sputavano per terra...

All'inizio mi dissero che non c'era una prenotazione a nome mio, nonostante avessi giá pagato e solo dopo mia insistenza hanno controllato e con una telefonata l'hanno trovata, peró volevano la stampata della prenotazione, nonostante sul sito ci fosse scritto che potevo farla vedere dal cellulare, ma io non avevo stampanti, tantomeno avevo voglia di cercarne una con 3 valigie sulle spalle e la temperatura di 30 gradi centigradi...quindi il meno scorbutico dei 3 mi ha invitato sul retro dove avevano l'ufficio (una sorta di magazzino con ogni genere di schifezza e rifiuto ovunque ed un computer dell'epoca del dominio portoghese, dal quale ho potuto collegarmi al mio account per stampare la prenotazione (operazione riuscita dopo 30 minuti data la lentezza della linea).
A quel punto, consegnai la prenotazione e chiesi giá la password del wi-fi, ma sto strafottente mi disse che funzionava solo in reception e che non c'era nelle stanze...
A quel punto ho cominciato ad alterarmi, facendo ben presente che senza wi-fi non potevo lavorare (fingendo di averne bisogno per lavoro come scritto anche nell'email) e dopo la mia minaccia di lasciare l'albergo mi ha dato magicamente la password...
Ma il peggio doveva ancora venire...
Il piú giovane di loro mi portó in una stanza al quinto piano, senza ascensore e quando aprí la porta fui travolto da un'ondata di odori di ogni tipo di muffa, fungo e batterio immaginabile, tanto che mi sarebbe stato impossibile entrarci e riuscire a sopravviverci piú di 1 minuto, soprattutto con la mia asma, non avrei superato la notte di sicuro e tralascio la sporcizia...
Ho rifiutato immediatamente la stanza e tornato in reception, mi hanno fatto accompagnare in un'altra stanza al piano terra, ma la situazione era la stessa...al che avevo giá deciso di andarmene, ma su insistenza di un superiore che si trovava lí mi hanno portato in un'altra stanza, sempre al piano terra, che in effetti non puzzava allo stesso modo, ma era comunque spettrale...
Ho deciso di farmi dare le chiavi ugualmente per potermi buttare a letto (vestito, per sicurezza) e riflettere sul da farsi, ma prima di consegnarmela, ho aspettato mezz'ora perché venisse pulita e preparata.
E volete vedere com'era questa stanza pulita e preparata, migliore delle altre? (immaginate com'era prima...e com'erano le altre)
Ecco a voi la bellezza di questa stanza da 40 euro a notte:








Tempo di fare qualche ricerca on line, di trovare un albergo di livello superiore(ormai li conoscevo tutti), prenotare, fare questo breve video...che ho ripreso in mano le valigie e sono andato in reception a salutare, fregandomene di ricevere indietro i soldi perché volevo solo andarmene al piú presto in un luogo che fosse almeno vivibile.
Nel nuovo hotel pagavo 55 euro a notte in offerta invece di 110 euro, quindi non poteva essere peggio di questo...



Preso il taxi in 20 minuti ho raggiunto Anjuna, poi Vagator (dove si trova l'hotel), ancora piú a nord ed appena arrivato ho notato una cosa: gli inservienti avevano le scarpe!!
Bene, di sicuro era un buon segno, mi hanno fatto subito accomodare nella mia stanza:
era una suite molto spaziosa con letto a baldacchino, ventilatori e aria condizionata perfettamente funzionanti, tavoli, sedie, poltrone, mobili, riviste, angolo del thé con tutto l'occorrente, tv satellitare, 3 ampie vetrate, bagno spazioso ed antibagno...e tutto era pulito!!


Ok...ce l'avevo fatta, ma tempo di buttarmi a letto suona il telefono...
Era la reception che mi convocava urgentemente...

Una volta lí mi hanno detto che il pagamento era stato bloccato da parte del sito di prenotazione, quindi se avessi voluto restare avrei dovuto pagare in contanti ogni notte.
Evito di entrare nel merito del perché e del "percome"...ma ho dovuto fare cosí.
Il lato positivo della faccenda é stato che sono stati bloccati tutti e 3 i pagamenti che avevo fatto on line, anche quelli per gli altri alberghi ed i soldi mi sono stati riaccreditati sul conto. Yess!!!

La notte ho dormito come un bambino e la mattina la colazione non era ottima come quella della scuola, ma l'ambiente era molto rilassante.
Era in una terrazza al coperto che dava sulla piscina da una parte e su un boschetto dall'altra.
Per 30 euro ho noleggiato uno scooter per tutti e 5 i giorni che sarei rimasto e con macchina fotografica sulle spalle ho cominciato a girare un po' nei dintorni.

Il primo giorno sono finito iu un piccolo porto di pescatori, ma verso mezzogiorno, quindi c'erano solo poche barche e qualche uccello che ne faceva la guardia...peró era affascinante la serenitá del luogo posizionato alla foce del fiume Chapora nell'Oceano, l'assenza di infrastrutture a parte un molo, un piazzale e nessun fabbricato...



Tempo di assaporare l'aria intensa ma fresca e rilassante, qualche scatto ed ho cambiato posto...
Arrivato ad un incrocio, a sinistra continuava la strada asfaltata(si fa per dire) mentre a destra cominciava una strada di terra rossa in salita che portava ad un cancello in metallo stile "manicomio anni 50", ma al di lá c'era solo un edificio abbandonato e recintato.
Fuori dal cancello c'erano un paio di scooters e quindi ho parcheggiato anche il mio ed ho continuato la salita a piedi lungo il perimetro dell'area recintata....

e dopo qualche decina di metri mi si é aperta la visuale ed ho visto le mura di un vecchio forte abbandonato...




Con la felicitá per la scoperta e la curiositá pronta ad essere soddisfatta, ho continuato a salire, come la temperatura che ormai raggiungeva i 33 Gradi C. e da subito mi sono accorto di uno strano uccellino verde che compiva piccoli voli per poi tornare al suo ramo...quindi mi sono avvicinato...e l'ho osservato per un po' ed ho notato che aveva qualcosa in bocca, allora ho provato a fotografarlo, ma non ho fatto in tempo a mettere a fuoco...
fortunatamente, come spesso faccio, appena inquadro, scatto per non perdere il momento, poi sistemo, mi avvicino e cerco di ottenere lo scatto migliore, ma in questo caso, non ho avuto il tempo...ma é bastato per vedere che...


...in bocca aveva un'ape!
Sí, proprio un ape!
Non avendo mai visto un uccello mangiare api, quindi poi ho cercato su internet scrivendo "uccello mangia api" ed é uscito proprio il "Gruccione mangia api".
Ho letto anche che lo considerano come un flagello per l'umanitá, proprio perché, mangiando le api, che sono alla base della catena alimentare, potrebbero creare grossi problemi...


Ma secondo me...l'unico flagello per l'umanitá e non solo, é proprio l'uomo...ma non é il momento di affrontare questo discorso...andiamo avanti.

Ecco un segnale che siamo in un luogo importante...anche se ho fatto fatica a capire cosa fosse...poi ho letto il cartello...un baracchino!!
Eccolo...



Questi sono gli ambulanti che ci sono qui...anche se a quest'ora era chiuso...probabilmente piu' tardi diventerá un fornitissimo punto di ristoro:)


Dopo qualche passo mi sono accorto di un paio di acquile che si lasciavano cullare dalla corrente che andava verso il mare rimanendo quasi immobili a pochi metri da me...
Poco piú in su eccone altre due, poi ancora un'altra finché sono arrivato a contarne almeno 20.
Credo di essere stato almeno 1 ora ad osservare questi splendidi rapaci danzare sulla mia testa...



Ma eccomi all'interno del Forte attraverso una piccola, ma emozionante porta ad arco...



Un altro uccello rapí il mio sguardo...
Era tutto nero, fermo sopra le mura di cinta affianco all'entrata, quasi come una sentinella, che guardava l'orizzonte per avvistare le persone che arrivavano e quando mi avvicinavo scompariva dietro la muraglia per poi ricomparire qualche metro piú in lá, come se avesse paura, ma non potesse abbandonare la postazione...é stato divertente:)



Lí ho incontrato un fotografo portoghese che mi ha svelato il nome del luogo: Chapora Fort (dal nome del fiume), costruito attorno al 1600 dai portoghesi.
Era un cerchio enorme di circa 200 metri di diametro ed all'interno non c'era nulla a parte una sorta di piedistallo nel mezzo, che non ho capito cosa fosse, forse era dove andava issato il vessillo.
L'interno delle mura era un piano sconnesso fatto di terra ricoperta da sterpaglie ed enormi rocce nere, presumibilmente era la naturale conformazione della collina.


Ho cominciato a seguire il perimetro delle mura in senso antiorario partendo dall'ingresso principale a volta che dava sull'entroterra ed il bello di questa lenta passeggiata é stato il vedere, ad ogni passo, un diverso paesaggio, diversi incontri e diverse emozioni.
Pochi passi e mi sono trovato di fronte all'albero "delle aquile".

Ci saranno state almeno 15 aquile, ma appena me ne sono accorto, loro hanno fatto lo stesso e sono volate via...


Poco dopo ho incontrato il fotografo portoghese, che mi ha raccontato un po' di storia del Forte e mi ha detto che ce ne doveva essere stato un'altro, un po' piú in basso nella parte verso l'oceano...quindi piú avanti lo scopriró...
Nel frattempo mi si é avvicinato un cane, il "guardiano del forte", uno dei tanti randagi che si vedono normalmente lungo le strade, ma questo é stato l'unico a scegliere di salire la collina per vivere in questo posto meraviglioso.



Qualche carezza, un biscotto che avevo nello zaino e mi ha fatto compagnia, quasi da guida, per un pó, mostrandomi anche un sentiero per uscire dal Forte, ma che portava in zone non percorribili...
Proseguendo, ho cominciato a notare che tra le sterpaglie, un po' di vita c'era, quindi mi sono messo a scrutare a caccia di qualche insetto interessante da fotografare, tra farfalle, ragnetti e libellule e mi é capitato di vedere un'ape bianca,gialla e verde...molto strana, ma appena ho provato a fotografarla se ne é andata, quindi mi é rimasto solo un ricordo sfocato...


Tante le farfalle di tutti i colori, ma si posavano difficilmente dato l'enorme caldo e nessuna ombra.



La quete e la bellezza del luogo era una romantica location per le coppiette innamorate, infatti ogni tanto ne trovavo qualcuna infrattata dietro alle mura o in qualche punto suggestivo..provocandomi il solito desiderio mai soddisfatto di vivere quelle emozioni con qualcuno da amare...

Ma eccomi dalla parte opposta.
C'é una porticina stretta dal lato della collina che porta al mare..e dall'interno si vede una splendida visuale, una stradina sterrata di circa 300 metri che giunge al punto piú vicino all'incrocio tra il fiume e l'oceano...
Mi avvicino alla porticina per uscire e cominciare a scendere e sará stato lo sforzo tra salita e camminata, i miei problemi di colite o il fatto che non ci fosse nessuno nei paraggi, ma mi sono lasciato andare ad un "Do di retto" liberatorio e sgonfiante, quindi ho fatto un passo per attraversare la porticina e...li' dietro c'era l'ennesima coppia di fidanzati...che spero fossero troppo presi a scambiarsi effusioni, perché non ho avuto neanche il coraggio di guardarli eheh...
E vabbé, allegriaaaaa

Ho cominciato la discesa sempre guardandomi bene attorno perché non c'era nessuno attorno ed il tipo di terreno sembrava ideale per i serpenti e non avrei mai voluto pestarne qualcuno...

Il caldo era potente, ma l'arietta che tirava non faceva neanche sudare.
Arrivato sul punto piú estremo, dove avrebbe dovuto essere il fortino piú piccolo, c'era solo una roccia ed un altro piedistallo. Probabilmente, se c'era stato un fortino é stato distrutto.
Di sicuro, da lí, la vista era mozzafiato.
Alle spalle la collina con le mura del forte, a destra la foce del fiume che entrava nell'oceano e si notavano le increspature dello scontro delle due correnti ed a sinistra la lunga e popolata spiaggia che si estendeva verso Sud, il tutto nel solo rumore del vento che si alternava da orecchio ad orecchio a seconda del mio sguardo.



Quando ad un certo punto...ho sentito un rumore sinistro provenire dalla fitta vegetazione appena sotto di me, quindi ho smesso di respirare per concentrarmi aprendo bene le orecchie e dopo qualche secondo...uno, due...tre grugniti...penso di cinghiale o comunque qualcosa di simile...ma ero abbastanza tranquillo perché io ero qualche metro al di sopra, protetto dalle rocce...ma ho voluto seguire il rumore per la mia solita curiositá esplorativa e sembrava che si avvicinasse sempre di piú...finché mi sono accorto di un sentiero che usciva proprio dalle sterpaglie dalle quali proveniva...
Mi son sentito spacciato...se fosse uscito un cinghiale...ero da solo a 300 metri di salita per arrivare all'interno del Forte, quindi ho cominciato immediatamente a camminare molto rapidamente continuando, con la coda dell'occhio, a puntare quei cespugli col timore che potesse uscire qualcosa di piu' veloce ed aggressivo di me...ma per fortuna é andata bene :)

Tornato in cima alla collina avevo finito le riserve d'acqua e quasi come un dono dal cielo, ecco comparire un ambulante che vendeva bibite fresche.
Non pensate ad un "piadinaro" o ad un camioncino, ma era solamente un uomo, sulla cinquantina, sandali pantaloni sgualciti e camicia aperta con un frigo da campeggio in spalla che vendeva monodosi di acqua, coca-cola, aranciata e succo al mango all'equivalente di 50 centesimi di euro.
Ovviamente mi son preso il succo al Mango che ho scoperto in India ed é diventata la mia bevanda preferita.



Iniziato il ritorno ho ritrovato "il guardiano" del Forte che riposava all'ombra delle mura dato che erano ormai le 14:30, non girava piú aria e la temperatura era diventata insopportabile e pensando al fatto che non avesse un padrone, gli ho lasciato parte del mio succo che ha decisamente gradito prima di riporre la testa a terra.

Non avevo pensato al fatto che fosse il mio primo sole e che fossero state le ore piú calde della giornata, senza berretto o protezione solare, ma ormai mi ero bruciacchiato per bene e lo sentivo, quindi son tornato in albergo a fare la doccia prima di cospargermi di crema dopo sole.

Cena in camera, tv indiana e un occhio alle foto della giornata poi in bagno a lavarmi i denti ed ad un certo punto, attraverso lo specchio ho notato qualcosa sul soffitto sopra la mia testa, mi sono girato immediatamente e c'era un grosso ragno nero che mi osservava...
Ho provato ad avvicinarmi ed in un istante si é alzato sulle zampe ed ha percorso tutto il soffitto ad una velocitá assurda, mai visto una cosa del genere, sembrava una macchinina della pista che avevo da bambino...facevo fatica a seguirlo con gli occhi, poi assumeva una posizione strana, sembrava quasi che saltasse anche se era a testa in giú e non mi ha per nulla rasserenato.
Non volevo ammazzarlo perché non riesco a togliere la vita ad un essere vivente, volontariamente, allora ho cercato di disarmarlo buttandogli addosso dell'acqua, ma era talmente veloce che dopo aver inondato il bagno, si é nascosto in una fessura nell'intercapedine della porta e l'ho perso di vista...
Ho chiuso la porta dell'antibagno, ma quella notte ho avuto difficoltá a dormire temendo la vendetta del ragno saltellante...

.....continua...
JANY F. GIOVANNINETTI

Personal Facebook: Jany Federico Giovanninetti Portfolio: Jany F. Giovanninetti

FINE QUINTA PARTE

mercoledì 23 marzo 2016

LE MIE AVVENTURE - 40 giorni in India, tra studio e relax - TERZA PARTE

LE MIE AVVENTURE
40 giorni in India, tra studio e relax 
- TERZA PARTE -


(Se avete perso le prime due parti ecco i links)





Durante il periodo di studio in India, le uniche 5 uscite che ho fatto sono state:
1- passeggiata di Natale,
2- capodanno ad Anjuna,
3- giro al Saturday Night Market
4- una cena tra studenti
5- una serata al casinó.

Ma andiamo per ordine:

1 -Il mio giorno di Natale é stato speciale e l'ho giá raccontato con tanto di immagini in questo link:
https://janyfgiovanninetti.blogspot.it/2015/12/racconti-ind-jany-il-mio-giorno-natale.html


2 -A Capodanno tutti sapevano cosa fare, tranne io e Topo Gigio(la studentessa egiziana)...
Mi si é presentata in classe proponendomi un'uscita a 3 con anche Leticia ed ho accettato volentieri, ma a cena l'americana non si é vista e mi é parso tanto un complotto...mmm...
Vabbé, alla fine abbiamo speso l'equivalente di 70 euro di taxi per andare ad Anjuna, su consiglio di Colin (l'olandese festaiolo) che stava ad 1 ora di strada, ma il prezzo comprendeva andata e ritorno, tanto che il tassista é rimasto ad aspettarci in macchina fino alle 2:00...
Un po' mi é dispiaciuto, ma a Goa funziona cosí, quindi ok...
Siamo arrivati in un paesaggio surreale, niente luci, una stradina strettissima affollata di macchine e motorini, polvere ovunque, ai lati venditori occasionali di bibite artigianali(da evitare), sigarette, gratta e vinci e ragazzi con delle bambole di pezza a grandezza uomo, vestite di stracci o vecchi indumenti, chiedere un'offerta a volte obbligata dato che si mettevano in mezzo alla strada e non facevano passare nessuno e non ho capito bene cosa rappresentasse, ma doveva essere la classica tradizione di fine anno. So solo che di sicuro , poi, la bruciavano perché a capodanno, che tu sia indiano, italiano, americano, australiano o altro...qualcosa la devi bruciare!




Scesi dal taxi abbiamo seguito il flusso di gente che andava verso la spiaggia...tra venditori di droga, mendicanti, carretti di bibite, facce poco raccomandabili e buio pesto...tanto che Topo Gigio si accodava a me che facevo strada coprendo la mia macchina fotografica sotto al maglione portato in caso di umiditá (che non ho usato dato che non siamo mai scesi sotto i 23 gradi).
Ci accodiamo all'entrata di quello che sembrava essere il locale suggerito dal nostro amico (Il Curlies), ma dopo 30 minuti ci siamo stufati anche perché non eravamo sicuri fosse quello ed abbiamo optato per una passeggiata in spiaggia.
Ma come arrivarci?
Mi son ricordato che c'era un bivio, scendendo...e siamo tornati indietro per prendere l'altra direzione e...nessuno ci andava, ma dato che scendeva...ci abbiamo provato.
Ad un certo punto...silenzio, buio...ed in lontananza si avvicina un ragazzo con una birra in mano...
Io sto tranquillo, ma Topo Gigio la vedo rallentare e preoccuparsi (ah...donne...)e quando il tipo ci ha incrociati, ci ha chiesto dove fosse il Curlies, quindi l'abbiamo indirizzato da dove venivamo (tanto é capodanno, allegriaaa eheh)
Ora c'era da capire come superare le sterpaglie che dividevano la stradina dalla spiaggia...quindi...ho preso il cellulare...e con la torcia, ci siamo fatti largo e siamo arrivati in spiaggia.
La vista era straordinaria....l'oceano da una parte e la fila di locali a 20 metri dall'acqua luminosi ed ulteriormente illuminati dai fuochi d'artificio che ogni tanto sparavano direttamente dalla spiaggia di fronte.

Ecco un pó di vedute per farvi entrare nell'ambiente e nel clima che si respirava..








La passeggiata non é stata lunga, ma é durata molto perché gli indiani ci fermavano per chiederci una foto con loro...ed io pensavo che mi avessero scambiato per un personaggio famoso, anche perché la mia compagna di avventura non veniva quasi considerata...invece poi, ho scoperto, che era solo perché ero bianco...ed i fumi dell'alchool, probabilmente, rendevano questi indigeni particolarmente socievoli ed estroversi;)
Quindi dopo numerosi selfies e lanci di lanterne cinesi....ci siamo fermati a bere un succo in uno dei locali piu' tranquilli...nell'attesa dei fuochi di mezzanotte...




Abbiamo scelto il piu' spartano...e tranquillo...perché a parte i tavolini sulla spiaggia, c'erano solo alcuni sdrai e sedute all'interno ed il bar era un frigo davanti al locale con qualche bottiglia su un tavolo per far vedere il tipo di bevande che si potevano acquistare...ed all'interno c'era solo il magazzino.
Sicuramente, molto piú rilassante degli aperitivi da fighetti sulle spiagge venete o romagnole...





Dopo poco...sono cominciati i fuochi...e mi sono lanciato in spiaggia...per vedere tutto da una prospettiva ideale.
Decisamente un capodanno singolare per un padano :)
La qualitá dei fuochi..lasciava molto a desiderare, ma la quantitá é stata decisamente sostanziosa...tanto che il delirio é proseguito per circa 45 minuti.











Dopo i fuochi abbiamo deciso di fare due passi e poi tornare alla macchina, anche per evitare al tassista di aspettare tutta la notte...e mentre i faló sulla spiaggia cominciavano ad essere popolati di festaioli e personaggi alcolemicamente alterati, ci siamo avviati tra strette di mano, baci ed auguri seguiti dagli immancabili selfie con sconosciuti...

Raggiunto l'autista che nel frattempo si stava per addormentare, siamo tornati all'appartamento e buona notte Topo Gigio :)

3- Il Saturday Night Market é stata la meta di un sabato sera di aggregazione proposto da Joel che non era alla sua prima esperienza a Goa e conoscendo le cose interessanti da fare in zona ha organizzato questa piccola gitarella.
Non c'é molto da dire, é un mercato notturno, con centinaia di bancherelle fatte da pali e teli di colori diversi ammassate su una collinetta con una zona centrale dove c'era un palco, musica ed animazione, una zona di streetfood da ogni parte del mondo.















Agli angoli in alto due piccole zone lounge rilassanti ed ulteriormente sopra ad esse altrettante zone da ballo, una commerciale e l'altra deep house.
Quest'ultima davvero un bell'ambiente, ottima musica, gente di ogni tipo, ma soprattutto hippies scalzi ed allucinati ed una vista sul mercato dall'alto molto affascinante, peccato non aver trovato un posto dal quale prendere un'immagine globale, perché tutti quei colori, illuminati dalle luci artificiali delle bancherelle erano una vista molto suggestiva.


Non mi sono lasciato andare piú di tanto, al contrario di Joel e Nashwa che si sono scatenati a loro modo, mescolandosi tra i danzanti, ma non certo passando inosservati, dato che Joel sembrava uno scoiattolo impazzito incrociato con un chiwawa isterico...
Comunque questo saturday night market mi ha colpito positivamente anche per la quantitá di gente, quindi piú avanti ci sono ritornato da solo, ma racconteró piú avanti.

4 -Alla cena tra studenti eravamo io, Donald, Colin (dal galles), l'Australiano ed i due afgani.
Siamo andati in un ristorante vicino alla scuola e devo dire che sembrava di essere in Thailandia, non in India, con tutti quegli occhi a mandorla che ti giravano intorno...é sí, perché c'erano piú camerieri che clienti ed ho notato che qui, non é una stranezza, infatti ovunque tu vada, c'é sempre uno staff numeroso, come al negozio di alimentari in cui andavo a prendermi le mie schifezze...sará stato 40 metri quadrati in tutto, ma c'erano almeno 8 persone che ci lavoravano...(come in italia..no?).
Con quello che costa un dipendente in Italia per 1 anno, in India costruisci un negozio da zero, lo riempi e ci metti 4 persone a lavorare!!! (Grazie italia)
Comunque, la cena é stata ottima direi, gamberetti con salsa del posto ed un filetto decisamente all'europea, infatti penso che ci sia andata di lusso anche perché con bere, dolce, amari ecc...é costata l'equivalente di 20 euro (prezzo fuori scala rispetto a quelli che girano, almeno 3 volte inferiori)
L'unica cosa poco chiara é stata la cantante del pianobar, che non ho capito se facesse sul serio o se era una pescata dal pubblico tipo karaoke...ma vabbé, faceva comunque pena... :)

5 -L'ultima occasione di svago capitata durante il periodo del corso a Panjim é stata una serata in una delle navi casinó che stazionano sul fiume.

La proposta é arrivata dal pokerista incallito Colin del Galles che voleva festeggiare per il successo dell'esame superato la mattina e dato che io ne avevo appena fallito uno mi sembrava doveroso svagarmi un pó...e siamo andati.
Taxi fino al molo dove abbiamo fatto i biglietti e siamo saliti sulla navetta che portava alla nave.


Siamo arrivati per le 8 e ci siamo stupiti del fatto che fosse venerdí sera e non ci fosse nessuno...ma é bastato aspettare 1 ora che c'era gente ovunque...anche perché con il biglietto d'ingresso di circa 25 euro era compresa anche ogni cibanza all'interno del ristorante, ma dato che sono cose che capitano una volta sola, vanno vissute al meglio, quindi io ed il mio compare abbiamo scelto l'opzione full, ingresso a 100 euro con il valore di 150 euro in fiches giocabili solo nei giochi di fortuna, per cambiarli poi in fiches utilizzabili negli altri compreso il poker (che era il nostro scopo) e l'ingresso ai piani superiori che comprendevano il ristorante vip con concerto jazz ed il bar superiore all'aperto dal quale era visibile tutto il panorama (fiko davvero a parte il dj da festina di teenagers ).

Non c'é bisogno di dire che le fiches, non siamo neanche riusciti a cambiarle, dalla truffaggine di quei giochi...
Uno, ad esempio, consisteva nel ricevere una carta e se era piú alta di quella del banco, si riceveva l'equivalente in fisches reali, ma stranamente, non ci capitavano mai carte superiori al 5..ma vabbé...
Quindi...rifornimento, altri 50 euro a testa di fiches giuste e via che si parte.
Abbiamo fatto un po' tutti i giochi per riscaldarci, per poi ritrovarci a giocare alle slots dove, fortunatamente qualcosa sono riuscito a vincere, mentre il mio compare, penso avesse giá fatto il terzo prelievo di 100 euro...
Abbiamo bevuto qualcosa, io un vino...e lui 3 cocktails (questa era la proporzione della serata).
Siamo andati a mangiare al ristorante VIP dove eravamo in 10 in tutto, proprio un bell'ambientino, tipico da crociera altolocata mentre il gruppo jazz ci allietava con ottima musica.

Finché non hanno fatto un pezzo di Tom Jones e Colin é andato dai musicisti a chiedere di poter cantare,dato che era il suo cantante preferito, cosa che inizialmente hanno evitato, dato l'evidente stato "allegro" del mio socio, ma hanno dovuto cedere ben presto dato che ormai si era impossessato del microfono :)) che personaggio Colin :)


La serata é proseguita con l'alchool che si stava impossessando di lui che faceva l'amicone di tutti e si divertiva a sfidare chiunque a fare a pugni (per gioco...ma decisamente fastidiosa la cosa...perché era evidente che sarebbe bastato poco per far degenerare la situazione ).
Un paio di ragazzi indiani che fino a poco prima erano diventati suoi "fratelli", non facendo troppo caso al suo status psicologico avranno detto qualcosa di poco cauto...e per qualche minuto ho pensato al peggio, tanto che la sicurezza é venuta a calmare le acque (dato che eravamo in nave eheh) e tutto si é risolto a tarallucci e vino...con le caratteristiche pacche sulle spalle.
Il resto della serata ci siamo seduti ai tavoli di poker e ci siamo stati fino alle 5:30 di mattina, col risultato che io ho pareggiato i conti nonostante le carte orribili che mi sono capitate ed a quanto pare, Colin invece, é riuscito a recuperare alla grande portando a casa un migliaio di euro.

Queste le uniche 4 uscite durante il mese di studio a Panjim, comunque dopo il corso, mi sono rifatto...e lo vedremo piú avanti...


FINE TERZA PARTE

CONTINUA....